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Marketing e comunicazione

Videoconsulenza come customer experience

Autrice

Claudia Silivestro
Giornalista, addetta stampa

Pubblicato

24 marzo 2015

Tempo di lettura

2 Min





Devo dire la verità, io stessa, quando ho aderito al progetto www.networkmamas.it, avevo dubbi sulla reale efficacia della videoconsulenza. Pensavo all’abitudine, radicata in Italia, di dare grande importanza al rapporto personale e ai contatti diretti. Pensavo che una conversazione a distanza difficilmente sarebbe stata considerata come il canale opportuno per una relazione di natura professionale.

Mi sbagliavo. Via via che il progetto www.networkmamas.it prendeva forma e via via che cominciavo io stessa a impratichirmi con la videochat, il mio pessimismo veniva meno. Ora penso che la videoconferenza sia uno strumento utilissimo e, più semplicemente, una bella esperienza.


Devo ammettere che ho vissuto la videochat da entrambe le parti: come Mamas, cioè prestando una consulenza ai clienti, e come cliente io stessa, acquistando il servizio da altre Mamas. In entrambi i casi, posso testimoniare  che conversare, guardandosi in faccia, con uno sconosciuto di dà dallo schermo è un’esperienza da provare.

La videochat, un mix peculiare di contatto vivo, di voce e di volti e di distanza, quella del web, immerge i due partecipanti in un contesto di familiarità inaspettato.


Al contrario di quanto io stessa pensassi, la videoconferenza è un canale “caldo” che facilita il dialogo tra cliente e consulente e rende “sincera”  la comunicazione.
Il fatto che entrambi, in genere, comunicano da un pc di casa o di uno studio professionale, ma in una cornice perrcepita come “privata” è, probabilmente, uno dei fattori che aiuta a creare un clima privo di tensioni, dove cliente e consulente possono davvero dirsi il meglio, nel modo migliore e a loro volta possono darsi il meglio in termini di contributo professionale.

Gli ostacoli, tuttavia, ci sono. La videoconferenza sconta ancora il fatto che è uno strumento poco conosciuto e utilizzato nell’accezione concepita da www.networkmamas.it.
La novità del portale è proprio quanto di più difficile è oggi da comunicare: non viene compreso fino in fondo il fatto che il servizio viene erogato on line, in una modalità che è al pari di una conversazione tra amici, - il parallelo, cioè, di quanto ad oggi si fa in modo più diffuso con Skype – ma che è invece una relazione professionale e quindi a pagamento.
Il secondo elemento da far capire è il fatto che le consulenti siano mamme, ma questo è un altro discorso.
Ad maiora!