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Casa e ufficio

Una casa senza barriere architettoniche è una casa per tutti!

Autrice

Valeria Masera
Architetto specializzato in BioArchitettura e Restauro

Pubblicato

02 luglio 2015

Tempo di lettura

2 Min



Premessa

Viene definita barriera architettonica qualunque elemento costruttivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi (specialmente per le persone con limitata capacità motoria o sensoriale, cioè portatrici di handicap). Esempi classici di barriera architettonica sono: scalini, porte strette, pendenze eccessive, spazi ridotti. Esistono innumerevoli casi di barriere meno evidenti, come parapetti "pieni", che impediscono la visibilità a una persona in carrozzina o di bassa statura; i banconi dei bar troppo alti, sentieri di ghiaia o con fondo dissestato. Nel caso di persone non vedenti, possono rappresentare casi di barriera architettonica, anche semafori privi di segnalatore acustico o oggetti sporgenti.

Secondo la mia personale esperienza, "casa"  significa calore e accoglienza, pertanto, deve permettere l'accesso e il completo uso, anche da parte di persone disabili.

Come?

Tramite l'abbattimento o il superamento delle barriere architettoniche, con la disposizione in modo funzionale a razionale dei mobili, dei sanitari e degli accessori, ma anche con l'utilizzo della domotica,  intendendo soluzioni mirate a adattare la casa alle necessità di persone con autonomia ridotta mediante ausili e dispositivi tecnologici (es. alza-tapparelle elettrico) controllabili mediante le funzioni residue della persona disabile (il movimento delle dita su un pannello a pulsanti, il battito delle mani, la voce, il soffio, ecc.).

Noi normalmente associamo sempre il concetto di disabilità alle persone costrette all’uso della sedia a rotelle, ma le disabilità sono di varia natura , pensiamo ai  non vedenti e ipovedenti, persone cioè che hanno ancora un residuale grado di visione, sufficiente a garantire loro una discreta autonomia di movimento, per la quale i punti di pericolo presenti nell'appartamento devono però essere possibilmente eliminati.

Non bisogna dimenticare che l’abbattimento delle barriere architettoniche non deve essere pensato esclusivamente per le categorie di estremo disagio: l’aumento sempre più percepibile della popolazione di età anziana (portatrice di numerose patologie di carattere degenerativo), il numero abbastanza considerevole di persone colpite da infortunio (costrette per un certo periodo a subire delle limitazioni nella loro mobilità abituale), le donne in gravidanza (ma anche genitori e nonni alle prese con carrozzine o passeggini)... fanno constatare come l’abbattimento delle barriere sia di fatto un modo di generare  una casa per tutti.

Questa è una tendenza che è promossa anche a livello accademico con un approccio definito “Universal Design” vale a dire: progettazione valida per tutti.

Nota: si ricorda che la Legge Nazionale n. 13/1989 prevede l’erogazione di contributi economici per eliminazione delle barriere architettoniche nelle abitazioni private, riferiti a persone con disabilità permanente di carattere motorio, ivi compresa la cecità.

Per consulenze personalizzate: https://www.networkmamas.it/prodotti/una-casa-senza-barriere-architettoniche