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Business e startup

Tesoro, la mamma deve tornare al lavoro!

Autrice

Cristina Interliggi
Community Manager & Social Media Manager

Pubblicato

11 gennaio 2017

Tempo di lettura

2 Min



Chi riesce a stare a casa dopo il parto per tre mesi, chi per quattro (se si è riusciti a rimanere sul lavoro fino all’ultimo mese); chi ha la possibilità di prendersi la maternità per più tempo. Ma ad un certo punto il quesito si pone:
"A chi lasciare i propri bambini nel momento in cui una mamma deve tornare a lavorare?"

Dai sondaggi svolti da Sitter Italia lo scorso anno, ben il 54% degli italiani vorrebbero restare a casa con i proprio figli rinunciando al posto di lavoro. Tanto più che, come spiegato dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro, ad alcune donne non converrebbe neppure lavorare,considerando i salari esageratamente bassi rispetto alle rette degli asili nidi. Ma poi entrano in gioco anche componenti come "ho bisogno di soddisfazioni personali", "sento la necessità di uscire di casa e dal mondo domestico", "cosa farò quando i bambini saranno grandi?".
E così la mamma rientra in ufficio. Qui le opzioni che si presentano per l’accudimento dei figli sono tre:

  1. nonni disponibili e super attivi,
  2. asilo,
  3. babysitter.

Non tutti hanno la fortuna di avere dei nonni che possano guardare i bambini tutti i giorni. E c’è anche chi pensa che i loro vizi non siano così educativi per i nipotini.

Per la soluzione asilo si scontrano due scuole di pensiero: chi è assolutamente pro (socializzazione, indipendenza, ingresso in comunità) e chi è assolutamente contro (non si socializza fino ai 3 anni, aumentano i rischi di malattie, il bimbo nei primi mesi di vita ha bisogno di vivere in un rapporto uno-a-uno in un ambiente domestico).
Se anche si è favorevoli, in Italia gli asili nidi pubblici non assicurano però posti liberi per tutti, e per sostenere le spese richieste da quelli privati bisogna avere due ottimi stipendi!

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Resta la soluzione babysitter. Il costo, soprattutto nelle grandi città, non è irrisorio ma si ha il vantaggio di poter individuare una babysitter "proprio come la vuoi tu".
Come? Il passaparola è certamente una garanzia per le mamme che da sempre si confidano tra di loro. Le tate più brave sono però spesso occupate! Dobbiamo allargare la ricerca. Ed ecco che entrano in gioco siti come Sitter-Italia capaci di mettere in contatto famiglie e babysitter.
Per ogni profilo si possono leggere disponibilità e caratteristiche, esperienze e anche referenze di altri genitori. In particolare, viene apprezzata la possibilità di selezionare una persona fidata nella medesima zona abitativa della famiglia: per eventuali emergenze la vicinanza è importante!

Ovviamente una mamma che torna al lavoro si troverà di fronte ad un distacco che non è facile né per lei né per il bimbo. Per questo, una volta lanciato il "cerco babysitter" è fondamentale fissare dei colloqui con più persone; poi restringere la cerchia dei canditati e fare un giorno di prova coi bambini insieme a uno o due dei prescelti.

Individuata la Mary Poppins ideale, allontanarsi da casa progressivamente, per periodi sempre più lunghi, in modo da ridurre il trauma e avere il tempo di acquisire fiducia nella tata.
Buon lavoro a tutte le mamme ;)

Articolo scritto in collaborazione con Sitter Italia