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Crescita personale

Mental training: si ok ma come si fa?

Autrice

Elena De Franceschi
Psicologa e Consulente di Carriera

Pubblicato

15 maggio 2016

Tempo di lettura

2 Min



Il Mental Training letteralmente tradotto  “allenamento mentale “ è un metodo finalizzato ad acquisire, applicare e incrementare le abilità psico-fisiche dell’atleta.  

Il metodo per essere efficace prevede una personalizzazione, nonostante oggi siano disponibili diversi protocolli essi sono piuttosto simili tra loro. L’elemento comune ed essenziale è il benessere della persona che non deve mai  (sembrerà banale ma credetemi non lo è) passare in secondo piano rispetto all’ottimizzazione della performance sportiva.

Molte di voi conosceranno il termine “flow” (letteralmente tradotto significa “flusso di coscienza”) con il quale ci si riferisce a quello “stato di grazia” che ognuno di noi può aver sperimentato almeno una volta nella vita: quella pervasiva immersione e piacevole concentrazione nell’attività in atto in quel momento, descritta dagli atleti dopo aver conseguito sorprendenti risultati, dai musicisti dopo la loro migliore esibizione.

Ebbene lo stato di flow è il presupposto della prestazione eccellente e il mental training si propone di sviluppare progressivamente nell’atleta consapevolezza delle proprie potenzialità e le risorse per meglio utilizzarle.

Questa sintesi in realtà è un processo complesso che però è anche (o può essere) sorprendentemente entusiasmante!

Bello vero? :-) Ma come si fa?

Si possono utilizzare diversi metodi tra cui il goal setting, tecniche di visualizzazione e imagery, tecniche di rilassamento, il self talk, five step strategy, il profilo emozionale e diversi strumenti e test peculiari alla psicologia dello sport.

Ogni intervento è costruito su misura e questo può essere vantaggioso perché consente allo psicologo dello sport di creare un modello unico attingendo a tutte le proprie conoscenze, ma anche delicato e complesso, per questo motivo sono necessarie preparazione ed esperienza.

Un altro aspetto fondamentale del mental training è che viene svolto in collaborazione con le altre figure coinvolte ad esempio allenatori, dirigenza o compagni di squadra e pertanto si può concretizzare in studio, in palestra, in campo, in allenamento o in competizione. Insomma non ci si annoia mai!

Durante l’applicazione dell’intervento si affrontano diverse tematiche ad esempio le abilità dell’atleta, la sua motivazione, la capacità di gestire ansia e stress, l’alimentazione e l’autoefficacia. Tutti questi aspetti sono valutabili con test specifici.

Le richieste più frequenti riguardano llo sviluppo di una o più tra le seguenti abilità:  

  • Capacità di rilassamento
  • Capacità di perseguire gli obiettivi con determinazione e strategia
  • Capacità di immaginazione e di visualizzazione
  • Gestione dell’energia 
  • Capacità attentive e concentrazione
  • Gestione delle situazioni ansiose e stressanti

E tu mamma? Su cosa vorresti lavorare?

E per i tuoi figli? Non sarebbe bello se la squadra di tuo figlio imparasse a valorizzare le potenzialità dei suoi atleti? 

E per il tuo lavoro? Se sei un'insegnante o un'allenatrice ...hai mai pensato al mental training?

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Elena De Franceschi