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Grafica e design

Le 5 regole per un logo (quasi sempre) perfetto.

Autrice

Alessia Bruno
Graphic and web designer

Pubblicato

06 marzo 2015

Tempo di lettura

2 Min



L'uccellino azzurro di Twitter, la mela mordicchiata della Apple e la sirena di Starbucks tre sono esempi di loghi che svolgono perfettamente la loro funzione: li riconosceresti anche al buio. O meglio, in mezzo al deserto, senza alcuna ambientazione, probabilmente anche in bianco e nero.
Certo sono passati attraverso decine di impercettibili restyling, negli anni, ma sono sempre rimasti fedeli a se stessi, e proprio per questo efficaci.

Il tuo logo é quello che parla di te al mondo, la cosa che più probabilmente il tuo cliente si ricorderà di te e il segno grafico più immediato per spiegare chi sei.
Quindi, ecco le 5 regole auree per un logo perfetto (o quasi):

1. Scegli bene i tuoi colori. Innanzi tutto metti da parte le preferenze personali: il fatto che ti piaccia il rosa non vuol dire che sia adatto alla tua professione di avvocato penalista. Il colore deve parlare di quello che vendi, non di te. Il blu per esempio non é un colore particolarmente adatto all'industria alimentare, scegli i toni caldi o i verdi, piuttosto. Allo stesso modo i porpora non sono particolarmente adatti per promozionare le attività che hanno a che fare con la calma e il well being. E ricordati che anche Steve Jobs ha lasciato perdere la mela arcobaleno per passare a quella bianca: il monocolore é sempre una buona scelta.

2. Non esagerare. Il logo deve parlare di quello che fai, vero, ma non deve racchiudere la descrizione dettagliata della tua professione. Che tu sia un'apicultrice può essere tranquillamente descritto da una celletta gialla esagonale: togli le api, il miele e il cappello con la veletta (comunque si chiami!). Tieni conto che il tuo logo deve essere efficace in qualsiasi situazione, sia 10 x 10 metri sul lato di una mongolfiera, che piccolissimo tra 25 altri sponsor sul volantino di un evento.

3. Be Unique. Studia la concorrenza, guarda che cosa hanno scelto le persone che trattano più o meno i tuoi prodotti e servizi e poi fai tutt'altro. Se una sirena fa vendere caffé e una mela, computer, tutto può essere. Non aver paura di osare, di staccarti dalla massa, pure di renderti riconoscibile.

4. Less is more. Ovvero, il troppo stroppia. E vale per tutto. Lascia perdere i font arzigogolati, le grazie (ovvero quelle lettere svolazzianti), le ombre, i rigonfiamenti o gli effetti lucido che fanno così tanto 2005. Oltre ad essere più chiaro e leggibile, il tuo logo non farà impazzire chi dovrà riprodurlo su magliette o penne, chi dovrà stamparlo sul giornale a bassa risoluzione o chi dovrà intagliarlo per farne timbri o adesivi.

5. Pensaci bene. Pensa al tuo target, a cosa vuoi comunicare, al fatto che il tuo logo rimanga efficace anche tra 10, 20 o 50 anni. Metti in conto che la tua professione può evolversi, ingrandirsi, passare da locale ad internazionale e il tuo logo dovrà funzionare comunque. Perché, mettitelo bene in testa: una volta scelto, il logo non si cambia, per niente al mondo. Possono essere fatti dei restyling certo ma l'essenza dovrà rimanere tale. 

E adesso, buon lavoro!