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Lingue e traduzioni

L'interpretazione è molto di più

Autrice

Silvia Tanoni
Traduttrice, revisore ed insegnante

Pubblicato

27 aprile 2017

Tempo di lettura

1 Min



L’interpretazione è una delle attività che mi appassiona, da quando sono bambina.

Sì, perché quando avevo 7 anni, sognavo di chiacchierare con tutti i bambini del mondo.

Credevo che la sola conoscenza delle lingue straniere fosse sufficiente a comunicare con chi non parlasse italiano.

All’università, mi sono imbattuta nell’interpretazione di trattativa e consecutiva. Queste due discipline, mi hanno aperto un mondo che non conoscevo.

Ahimè la sola conoscenza di una lingua, per quanto possa essere ottima, purtroppo non basta.

L’interpretazione richiede:

-memoria;

-tecnica;

-capacità di mediare.

All’inizio della mia attività di interprete, era faticoso per me ricordare tutto quello che dovevo riferire ai miei interlocutori. Era talmente grande la preoccupazione di dimenticarmi tutto! Per non parlare poi del fatto che espormi davanti ad estranei, era un grande scoglio, per una persona timida ed introversa come me.

Ma l’amore per le lingue e la mia voglia di farcela hanno preso il sopravvento.

La mia esperienza mi ha insegnato a curare i seguenti aspetti:

- comunicare le intenzioni comunicative del mio cliente in modo chiaro ed efficace;

- realizzare glossari dove scrivere i termini tecnici;

- tenermi sempre al passo con le lingue, lingua italiana COMPRESA!