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Famiglia

Io partorisco a casa!

Autrice

Elena De Franceschi
Psicologa e Consulente di Carriera

Pubblicato

12 maggio 2016

Tempo di lettura

3 Min



B. aveva deciso di far nascere il suo bambino a casa. Ed è stata la migliore decisione della sua vita!

La prima volta che B. aveva sentito parlare di questa possibilità, fu nella lontana Nuova Zelanda, circa quindici anni fa. Fu sorpresa quando una collega le disse che tutte partoriscono a casa, che è normale, che non vedeva perché potessero insorgere complicazioni ad eccezione naturalmente di tutto quello che potrebbe potenzialmente accadere ad ognuno di noi in ogni momento.

Passarono anni da allora, ma quel seme di saggezza lontana aveva iniziato a germogliare silenziosamente nella mente di B. anche se lei ancora non lo sapeva. Tornata in Italia B. si dimenticò di quel particolare, anche perché avere un bambino non rientrava nei suoi progetti a breve termine.

Un giorno toccò a lei e non appena ricevette la notizia seppe subito che avrebbe partorito a casa, per proteggere quel momento prezioso da tutto! 

Era una questione intima riservata e personale che la riguardava da vicino.

Non avrebbe permesso a medici, infermieri o a chiunque altro di rovinare con la loro scarsa sensibilità, quel magico momento!

Certo contribuirono anche le quotidiane storie di malasanità in generale, ma in particolare furono i racconti degli altri parti, delle altre nascite che la resero sempre più convinta della sua decisione.  

Più sviluppava attenzione e acquisiva conoscenza, più diventava sicura della sua scelta.

Non fu facile, tutti i sanitari cercarono di dissuaderla in ogni modo, facendola quasi sentire una madre irresponsabile.

Ma tutto questo non faceva altro che aumentare la consapevolezza e la determinazione di B: avrebbe protetto sé stessa e il suo bambino dagli errori (o orrori), dall’incompetenza, dai metodi brutali e dai freddi ambienti ospedalieri.

Se c’era un momento della vita in cui doveva fare uno sforzo era proprio quello.

Sembrava assurdo sentire nel profondo di doversi proteggere da quanto avrebbe dovuto invece aiutarla. Sarebbe stato certamente più facile affidarsi a un medico, pagare 150 euro al mese per sentirsi dire che andava tutto bene e non assumersi la responsabilità della gravidanza delegandola a qualche professionista o meglio ancora ad uno staff medico al gran completo.

Certo questo era quello che tutti facevano, che la cultura (o scarsa cultura) del momento  impone. “Fatevi controllare, fatevi seguire, fate le analisi del sangue” tutte pressioni  cui le madri ansiose rispondevano prenotando appuntamenti su appuntamenti e allontanandosi sempre più da loro stesse e dal loro bambino e dal significato più profondo del diventare madre.

B. voleva qualcosa di diverso, sapeva che in quel momento aveva la possibilità di instaurare una relazione privilegiata con il proprio bambino proprio allontanandosi da tutto quello che le propinavano quotidianamente, sapeva che il suo bambino non solo sarebbe stato sano, ma più sereno, più equilibrato, più forte!

E così B. scelse di fare il regalo più grande a se stessa e al suo bambino e partorì in casa, comodamente, tranquillamente, semplicemente in silenzio, in breve tempo.

Fu facile e naturale così come tutto quello che arrivò dopo.

La invidiavano tutte le altre mamme, il bambino dormiva, lei era in splendida forma… B aveva fatto la sua scelta e se ne era assunta la responsabilità.

Partorire a casa si può, fa bene alla mamma e al bambino.

E’una scelta consapevole e responsabile, non è solo una possibilità, ma è una scelta naturale.

Puoi scoprire anche tu il significato più profondo dell’essere mamma, puoi imparare a non temere le emozioni e a gestire il dolore in modo naturale, puoi ritrovare naturalmente la millenaria saggezza delle donne e dare alla luce il tuo bambino nella sicurezza di casa tua.

Scegli tu, responsabilmente, la persona giusta (giusta per te) che ti possa affiancare emotivamente in questo delicato passaggio.

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