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Viaggi e lifestyle

Impariamo viaggiando: come aiutare i bambini a fare amicizia con una nuova lingua in vacanza.

Autrice

Deborah Croci
Travel Designer

Pubblicato

10 ottobre 2015

Tempo di lettura

7 Min



Se ho una buona padronanza della lingua inglese lo devo solo ed esclusivamente a 2 fattori principali:

  • La lungimiranza di mamma e papà che fin da piccolissima mi hanno fatto entrare in contatto con questa lingua senza mai impormela.
  • La mia forza di volontà che mi ha permesso di perfezionare la mia preparazione linguistica attraverso viaggi di studio nei paesi anglosassoni.

Ok. So già cosa state pensando:

No, i miei genitori non sono inglesi. A dire la verità il loro livello di inglese è sotto lo zero.

No, non vengo da una famiglia imparentata con Donald Trump, non nuotiamo nei dollari.

E quindi come sono riuscita a farcela? Come ho ottenuto un inglese (e un francese) fluente (il tedesco un po’ meno, lo ammetto!) se provengo da una situazione familiare in cui nessuno è madrelingua e se quando ero un’adolescente non navigavo nell’oro per potermi permettere costosi soggiorni di studio all’estero?

Prima di rispondere ci tengo a sfatare 2 luoghi comuni (più 1 in omaggio!):

  • Non occorre essere madrelingua o avere almeno uno dei due genitori madrelingua per introdurre una seconda lingua con cui i nostri bambini possano familiarizzare fin dai primi mesi di vita (… eh già! a proposito: questo punto è fondamentale: introducete la nuova lingua appena potete. Non lo avete fatto? Non disperate, non è mai troppo tardi per recuperare se si usano le giuste accortezze e se si ha molta pazienza e costanza. E non pensate che imparare contemporaneamente 2 lingue mandi in confusione un bambino che deve ancora iniziare a parlare: anche questo è un luogo comune (quello in omaggio di cui sopra) da superare subito. L’argomento però è complesso e va approfondito in un altro post, prometto che lo farò!).


  • Non occorre essere Paperon De Paperoni per potersi permettere di scegliere una soluzione che sia davvero utile a supportare nostro figlio (e tutta la famiglia!) nell’apprendimento di una nuova lingua servendosi di viaggi e vacanze come preziosi strumenti di apprendimento e occasioni di incontro con nuove culture.

In questo post mi soffermo sul punto 2 in particolare. Qui mi riferisco all’inglese ma lo stesso vale per qualunque altra seconda lingua straniera.

Le opzioni per imparare una seconda lingua all’estero sono molteplici a seconda delle età dei nostri figli, del livello di inglese ‘masticato’ e di tanti altri fattori. Occorrerebbe molto tempo per approfondirle tutte. Di seguito cito le più importanti ed utili fornendovi anche qualche link di approfondimento e commentandole secondo quella che è stata la mia personale esperienza da bambina e adolescente ‘studentessa’ prima e da professionista nel settore dei viaggi e mamma di un bimbo che sto crescendo bilingue, oggi. Prima di iniziare però vi anticipo che servirsi dei soggiorni all’estero come solo ed unico metodo di apprendimento di una lingua straniera (oltre alla scuola, si intende) non è sufficiente. Imparare a parlare in maniera fluente una nuova lingua è un processo lungo che va seguito, curato, incentivato ed agevolato anche a casa, dentro le mura domestiche e nella propria comunità locale, attraverso accorgimenti che coinvolgano tutta la famiglia e processi che non devono mai e poi mai risultare delle imposizioni per il bambino che altrimenti finirà per opporsi. Come dicevo sopra però, riprenderò l’argomento in un post successivo essendoci parecchio da dire a riguardo.


Torniamo a noi. Ecco alcune opzioni da considerare aiutare i nostri bambini ad entrare in contatto con una seconda lingua attraverso le vacanze all’estero. E’ indispensabile saper fare la scelta giusta e calibrata in base alle nostre esigenze, altrimenti rischiamo di non ottenere alcun risultato e di scoraggiarci:

  • VACANZE STUDIO: possono accedere solitamente bambini dagli 8-10 anni in su. Sono uno strumento utile solo nel caso in cui si opti per la residenza del proprio figlio in una famiglia del posto, ovviamente selezionata dall’organizzazione che si occupa di tutti gli aspetti preparatori e burocratici del viaggio che implica una partenza di gruppo (studenti tutti della stessa lingua) con uno o più tutor al seguito per tutto il periodo della permanenza nel paese straniero. Le lezioni si tengono in classi miste, ovvero composte da studenti di varie nazionalità. Ciò è molto positivo perché funge da stimolo per parlare la lingua e comunicare con gli altri. Il contro però è che gli studenti dello stesso paese normalmente tendono a passare il loro tempo con chi parla la loro stessa lingua e anche le attività (visite a musei, escursioni, gite, ecc.) si tengono per la maggior parte tra studenti della stessa nazione. Questo è controproducente perché il miglior modo per imparare una nuova lingua non sono i libri o le lezioni, certo la scuola serve, ma è fondamentale entrare in contatto ed interagire (fissatevi bene in testa questa parola) il più possibile con chi quella lingua la parla o con chi non ha altro modo di comunicare con noi se non usando l’unica lingua conosciuta da entrambi (es. un italiano e uno svedese parlano inglese insieme per capirsi). Ecco perché soggiornare in una famiglia del posto è fondamentale: si parla la lingua, si perfezione la cadenza, si impara a vivere, a mangiare, ad entrare in contatto con un nuovo stile di vita e con una cultura diversa dalla nostra, che poi è parte integrante dell’intero processo di apprendimento di una nuova lingua, a mio avviso l’aspetto migliore che permette a chiunque non solo di parlarla ma di farla propria. I costi delle vacanze studio variano a seconda della meta, della tipologia di soggiorno, ecc. (Link:  https://www.sts-education.com/italy/ls/ oppure http://www.ef-italia.it/lt/ ma ce ne sono molte altre)


  • SCAMBI: di solito sono le scuole che propongono questa opzione agli studenti aderendo ad un programma che prevede l’abbinamento di ragazzi di due nazionalità differenti che durante un periodo di tempo prestabilito si scambiano letteralmente di posto. Io, Luca, di Bologna vado a vivere a Manchester a casa di Bob e frequento la sua scuola e Bob a sua volta viene a vivere a casa mia e frequenta la mia scuola. Questa scelta richiede un grandissimo spirito di adattabilità non solo per lo studente ma anche per le famiglie ospitanti. Dobbiamo mettere in conto che ospitare una persona estranea che parla poco la nostra lingua e che viene da un altro paese con una cultura e delle abitudini differenti dalle nostre non è la cosa più semplice del mondo. Le responsabilità sono molte e i rischi di ‘non piacerci’ anche. Ma vi assicuro che se vissuta con la giusta predisposizione mentale è un’esperienza che arricchirà sia la vostra vita come genitori, sia la vita di vostro figlio durante la sua permanenza all’estero fornendogli tra l’altro strumenti utili ed efficaci per migliorare la padronanza della seconda lingua. Se la cosa vi entusiasma potreste proporre voi agli insegnanti di vostro figlio di aderire ad un programma simile. Considerate solo che questa opzione di norma comprende ragazzi dai 12 anni in su, per ovvie ragioni.


  • UN ANNO SCOLASTICO ALL’ESTERO: a mio avviso questa è un’opportunità di arricchimento e crescita non solo linguistica ma soprattutto personale ed interiore per ogni ragazzo e ragazza delle scuole secondarie che decide di coglierla. La possibilità di vivere, studiare, conoscere a fondo la cultura, le persone e lo stile di vita di popoli e paesi distanti dal nostro è fondamentale per imparare a diventare cittadini del mondo. Questo è quello che propone Intercultura (cito l’organizzazione più famosa e affidabile). Dopo un’accurata selezione e preparazione i ragazzi che aderiscono ai loro programmi hanno la straordinaria possibilità di frequentare un intero anno scolastico nel paese prescelto. La stessa cosa accade (qualora siate interessati) nel caso in cui siate voi come famiglia a decidere di ospitare un ragazzo proveniente da un altro paese per un intero anno. Anche questa opzione vi arricchirà profondamente come famiglia e insegnerà a voi e ai vostri bambini quanto siano importante lo scambio culturale e l’incontro con altri popoli. Imparare una nuova lingua in questo caso è un processo che va da sé! (Link: http://www.intercultura.it/Homepage/)


E per i più piccoli? Questa è la mia parte preferita, lo confesso perché non solo parte dal presupposto che è fondamentale viaggiare fin dai primi anni di vita per raggiungere lo scopo desiderato, ma anche perché coinvolge tutta la famiglia che si mette in gioco in prima persona per agevolare il bambino ad entrare in contatto con una nuova lingua e una nuova cultura!

Di seguito le opzioni che consiglio:


  • SUMMER CAMP: sono veri e propri campi estivi organizzati in moltissime città grandi e piccole nei paesi anglosassoni frequentati da bambini del luogo a partire dai 3 anni fino ai 12 o anche oltre (alcuni accettano ragazzi fino ai 17 anni). Le iscrizioni sono aperte a tutti e dunque anche ai bambini di altre nazionalità. Le attività sono pensate e tenute da professionisti ed animatori in base alle fasce d’età dei bimbi e ragazzi e oltre ad essere divertenti all’ennesima potenza permettono ad ogni partecipante di coinvolgersi, mettersi in gioco, confrontarsi, entrare a contatto diretto con altri bimbi che parlano una lingua diversa dalla sua stimolandolo a parlarla anche lui. Al contrario delle vacanze studio, i summer camp sono giornalieri e solitamente le attività vanno dalle 9 di mattina alle 4-4.30 di pomeriggio, pranzo incluso. Sono a pagamento e le quote di iscrizione variano a seconda della zona in cui si trovano: un summer camp a Londra costerà certamente di più di uno che si trova in un villaggio di campagna. La cosa fantastica è che iscrivendo vostro figlio al summer camp avrete anche voi occasione di soggiornare nel paese prescelto e di farvi coinvolgere nella vita della comunità se lo desiderate. Quando vostro figlio è impegnato nelle attività avrete molto inoltre del tempo libero per fare escursioni, visitare i dintorni, ecc. In questi casi affittare una casa (vedi: holiday homes) e un’auto è consigliatissimo per entrare davvero nello spirito del posto come se foste dei residenti. (Link: http://www.campbeaumont.co.uk/ uno dei tantissimi).


  • SURE START CHILDREN’S CENTER: copio e incollo quanto detto per i Summer Camp ad eccezione del fatto che l’iscrizione alle attività di questi campi estivi è quasi sempre gratuita (!!) e che sono ammessi esclusivamente bambini in età pre-scolare (fino ai 5 anni). Per maggiori info: https://www.gov.uk/find-sure-start-childrens-centre


  • FAMILY STUDY PROGRAMME: sono programmi di studio ed approfondimento della lingua inglese pensati appositamente per coinvolgere tutta la famiglia. Vengono calibrati sia in base al livello linguistico  di ciascuna famiglia e sia in base alle varie età dei componenti. Sono interessanti, stimolanti e divertenti e permettono a tutta la famiglia di vivere a 360° l’esperienza della lingua. Anche in questo caso, ovviamente, è necessario soggiornare nel paese prescelto per il periodo stabilito e partecipare a tutte le attività proposte e concordate per ottenere il meglio da questa esperienza. I prezzi non sono abbordabili ma selezionando le giuste opzioni si trovano tariffe e programmi davvero molto interessanti ed utili. (Link: http://www.concorde-int.com/english-study-holidays/family-study.html è un esempio)


Cos’altro aggiungere?

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Vi aiuterò a fare chiarezza e a sciogliere eventuali dubbi, ad approfondire uno o più punti nel caso in cui siate interessati ad intraprendere questa entusiasmante avventura e vi darò una mano a selezionare l’opzione più adatta alle vostre esigenze accompagnandovi in tutte le fasi organizzative del percorso di viaggio.