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Famiglia

Figli: "animali da viaggio"!

Autrice

Chiara Danella
Consulente di stile/stili di vita

Pubblicato

10 agosto 2016

Tempo di lettura

2 Min



E finalmente siamo partiti (pure tornati, purtroppo!) per le tanto sospirate vacanze! Quest'anno siamo volati per 10 giorni in Canada, con figlia quattrenne al seguito.

Non essendo riuscita ad "addomesticare" mio marito, in base alla teoria che gli uomini dovrebbero subire un addestramento simile a quello dei cani per rispondere alle ns. richieste/necessità ecc, ho riprovato con mia figlia... con esiti insperati e soddisfacenti! Il 22 luglio ci siamo così imbarcati su un volo di quasi 10 ore per Toronto, con aria condizionata a "go-go", servizi igienici di bordo ben noti ai più, pasti indecorosi. Con un po' di preventiva organizzazione, che è consistita in: cuscini gonfiabili, felpe varie, pasti al sacco, salviettine igienizzanti per ambienti, giochi/colori/libri/cartoni vari, il volo si è rivelato... una piacevole "volata" (consentitemi il gioco di parole!). E' vero che la piccola è stata abituata a viaggiare già dalla più tenera età, però facciamo in modo che per lei, passare del tempo su un qualunque mezzo di locomozione ed in una qualsiasi struttura alberghiera, sia un gioco, una nuova storia da raccontare. Portarla con noi comporta sicuramente seguire dei ritmi e degli itinerari più consoni ad un bambino, ma Greta dimostra curiosità ed interesse, oltre ad uno spiccato senso di adattamento a situazioni, ambienti e cucine.  Se, pertanto, lo svezzamento è stato semplice (avendo da subito abbandonato il latte in favore dei passati di verdure, molto più graditi!), una volta fuori casa i vari odori e sapori non frenano il suo appetito. Non posso definirla "curiosa" in ambito alimentare, ma sicuramente dimostra di gradire le portate presentatele, non sempre risparmiate da salse, spezie e condimenti vari. Quindi, se per mio marito il curry nel pollo equivale ad ucciderlo una seconda volta, per la piccola è ottimo se accostato a riso basmati e verdure; se il primo ha storto il naso sul baccalà panato del fish&chips, la seconda ha invece gradito molto la consistenza e la panatura del pesce, nonchè la salsa verde (?) spruzzata sull'insalata. Sì, io mangio di tutto e non mi pongo mai domande sul confezionamento dei piatti (più sul loro apporto calorico semmai!), quindi mi ritengo un buon esempio in tal senso, ma non sempre è facile farsi emulare, soprattutto quando i ns. cuccioli sono in quella fase di refrattarietà ad ogni comando.