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Business e startup

Da mamma a Mamas: Patrizia Rebecchi

Autrice

NetworkMamas .
Il sito collettivo delle mamme freelance

Pubblicato

25 maggio 2017

Tempo di lettura

5 Min



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Oggi incontriamo Patrizia Rebecchi, una Mamas esperta di moda e di immagine che lavora spesso con donne freelance che vogliono uniformare la propria immagine con quella dell'attività di cui si occupano.

Ciao Patrizia, ci racconti brevemente di cosa ti occupi?

Sono una stilista e mi occupo di consulenza stilistica alla persona, adottando tecniche di consulenza d’immagine. Mi rivolgo alle persone che vogliono curare il proprio aspetto come elemento per potenziare l’autostima e come vantaggio nell’immagine lavorativa.

A cosa hai lavorato in questo periodo? Ci fai un esempio di un tuo lavoro recente? Quali risultati ha ottenuto il tuo cliente grazie al tuo aiuto?

In questo momento sto lavorando sull’immagine lavorativa di una cliente: con studio dei colori armo-cromatici e analisi del suo personal branding per capire come accordare la sua immagine online allo stile del sito web (curato da un webmaster). Nel mio lavoro stringo sinergie con altre professioniste per offrire un servizio completo. Altre consulenze fatte sono state lo studio dei colori personali, consulenza in Skype, lei era a centinaia di chilometri da me e studio della morfologia fisica. Al termine di queste consulenze in Skype io rilascio sempre delle schede in formato .jpeg o .pdf affinché la cliente abbia una traccia da seguire quando fa acquisti. Inoltre dal vivo tengo corsi di Armocromia e make up. O servizio guardaroba: che consiste nel valutare i vestiti della cliente e capire come renderli nuovi con altri abbinamenti creando così uno stile personale.

Per gestire questo lavoro hai usato in qualche modo internet, lavorando a distanza? E più in generale: riesci a trovare dei contatti di lavoro tramite internet?

La mia attività è on line, il mio sito riceve visite e contatti. La maggioranza dei clienti viene dai contatti diretti, su segnalazione di clienti soddisfatte che regalano magari un servizio Armocromia alle loro amiche. Il primo colloquio avviene quasi sempre online, poi alcune prediligono il contatto diretto in studio, altre, soprattutto per gestione degli orari, preferiscono on line.

Come ti immagini il futuro del tuo lavoro? Quali abilità dovranno acquisire secondo te le consulenti di immagine del futuro?

Il mio lavoro avrà un futuro integrato con l’online, sempre più consulenze via Skype e limitare gli spostamenti solo per alcuni servizi.
Le consulenti d’immagine dovranno imparare ad integrare il web per promuoversi e per proporre dei servizi: al tal proposito da settembre inizierò ad insegnare queste competenze in un "Corso Tutoring". Sarà indicato per chi desidera diventare consulente d’immagine e a coloro che lo sono già e vogliono digitalizzare la propria professione attraverso lo studio specifico di servizi erogabili online.

Per te è stato semplice arrivare a questo punto? Quali difficoltà hai dovuto superare? Raccontaci la tua storia.

Assolutamente no! È stato difficile e molto impegnativo: ancora oggi continuo a studiare per apprendere sempre maggiori competenze. La difficoltà maggiore è stato passare al digitale senza avere un tutor, una persona che mi tracciasse la strada: non sapere quali fossero i passaggi da fare. Non basta andare da un webmaster a farsi fare il sito, poi il sito va riempito di contenuti, non può essere più solo un sito vetrina, ma devi offrire conoscenze e servizi, imparare la gestione del tempo, il business plan, il personal branding, il marketing, perché quando si lavora in azienda hai un ruolo con alcune competenze molto specifiche, ma quando diventi libera professionista ti rendi conto che sei sola a occuparti di tutto. Devi fare da amministratrice, non c’è un ufficio marketing, un ufficio per il custumer care, non ci sono i commerciali che portano clienti ecc.
Dopo i diplomi in stilismo e modellismo industriale, inizio la mia carriera in aziende di moda donna come stilista e modellista, in seguito come collaboratrice freelance per atelier di alta moda e moda sposa. Dopo una pausa maternità di 6 anni riprendo a lavorare sia per alcuni studi stilistici, sia come docente di scuola superiore dove insegno stilismo. Nel frattempo avvio altre collaborazioni per moda sportiva sempre come freelance.
Con la crisi le aziende chiudono e altre non investono più in progettazione stilistica. Amareggiata entro in profonda crisi e capisco che non posso più essere sempre una risorsa esterna, devo crearmi la mia professione e il mio studio. Cambio target: non più le aziende ma anche la cliente finale. Così mi riapproprio delle competenze apprese durante i periodi in atelier alta moda con lo studio delle tecniche di consulenza d’immagine, studio alcuni testi di psicologia, seguo dei percorsi formativi e avvio il mio atelier di capi su misura. Assecondando le richieste delle clienti creo dei servizi per far apprendere alle stesse come vestirsi, quali colori donano di più, quali vestiti comprare e quali no (perché poi me li portavano a far sistemare, avendo fatto un acquisto sbagliato!)
Il mio atelier non ha vetrina e quindi per far sapere che esisto mi metto nel web: apro prima un negozio in Etsy, poi trasformo il mio sito aziendale in uno di consulenza d’immagine, seguo corsi di marketing, personal branding, blogging, business plan, social media ecc. La mia attività piano piano si forma e si trasforma seguendo le richieste della clientela, e arriviamo ad oggi.

Vista la tua esperienza di libera professionista e di mamma, qual è il consiglio che ti senti di dare a chi sta attraversando le difficoltà che tu hai attraversato tempo fa?

Armarsi di determinazione, andare in profondità di sé stesse e capire cosa si vuole e perché. Questo aiuta a rimettersi in piedi quando arrivano le prime delusioni: perché arrivano, purtroppo.
Capire cosa si vuole, aggiustare il tiro e perseverare. La vita da libera professionista è una sfida quotidiana con sé stesse oltre che con il mercato. Trovare alleanze: network lavorativi, partner con cui collaborare, aprirsi all’esterno, frequentare altre donne libere professioniste per confrontarsi e non stare solo nel proprio ufficio o in casa senza fare nient’altro: si soffoca! Inoltre è necessario avere momenti di leggerezza per ricaricarsi e trovare nuovi stimoli che possano tradursi in creatività lavorativa. Studiare e imparare sempre cose nuove, ma capire quando si è pronte a offrire le competenze senza tergiversare in attesa dell’ennesimo corso per offrire un servizio. E avere cura di sé stesse: volersi bene ed accudirsi come si farebbe con un figlio, perché se ci si esaurisce non si offre niente più a nessuno.  

Chiudiamo con un pensiero su NetworkMamas: per te è stato utile? Quale è stato il vantaggio più grande che ne hai tratto?

Ancora non posso dire di avere costruito un mercato su NetworkMamas: ho avuto alcuni contatti  ma non è ancora compreso secondo me il vantaggio della consulenza online. Io invece mi sono avvalsa delle competenze di alcune Mamas per il mio lavoro.
Mi auguro che le nuove iniziative portino maggiore fiducia anche verso la consulenza e non solo per i servizi tecnici.

Grazie Patrizia e complimenti per l'imminente avvio del tuo corso. Ti seguiremo anche sul tuo sito per avere maggiori informazioni riguardo all'iscrizione e alle date.