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Business e startup

Da mamma a Mamas: Marcella Brignone

Autrice

NetworkMamas .
Il sito collettivo delle mamme freelance

Pubblicato

11 maggio 2017

Tempo di lettura

4 Min



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Le Mamas non stanno mai ferme. Non solo perché rincorrono bambini e si barcamenano in giornate incredibili ma anche perché, essendo delle grandi professioniste, capiscono quando è ora di cambiare e rinnovarsi. Marcella Brignone ha fatto delle variazioni al proprio lavoro, specializzandosi e modernizzandolo.

Ciao Marcella, ci racconti brevemente di cosa ti occupi?

Sono una “creative organizer”, costruisco ponti tra il mondo creativo e il mondo del business. Per 15 anni ho lavorato in importanti agenzie di comunicazione come graphic designer e art director, specializzandomi sempre di più in packaging, brand image, infographic, web design, ecc… Negli ultimi anni, per contaminare e rinnovare il mio lavoro, oltre agli aggiornamenti continui sul design, ho studiato molto il professional organizing, incrociando i due mondi per unire creatività e rigore. Ho concepito così un mio modo di raccontare la realtà e lo metto al servizio di privati e di aziende che desiderano fare comunicazione con uno stile fresco e contemporaneo, dando la giusta gerarchia alle informazioni e raccontando con immagini e grafica i loro valori e i loro dati. Inoltre, mi occupo anche di formazione; sono docente di comunicazione visiva e progettazione grafica in una scuola d’arte.

A cosa hai lavorato in questo periodo? Ci fai un esempio di un tuo lavoro recente? Quali risultati ha ottenuto il tuo cliente grazie al tuo aiuto?

In questo periodo lavoro molto sull’organizzazione dei dati e le presentazioni aziendali. Recentemente mi sono occupata di dare forma e visibilità a un’immagine aziendale, studiando la parte visuale, grafica e tipografica della comunicazione, a partire dal marchio. Successivamente, dopo aver creato uno stile di comunicazione, ho lavorato su slides, brochure e social con uno stile infografico, cioè schematizzando le informazioni e visualizzandole con una grafica impattante per renderle interessanti. Il cliente ha ottenuto un’immagine aziendale più forte e personale, con un posizionamento sul mercato che spicca rispetto alla concorrenza.

Per gestire questo lavoro hai usato in qualche modo Internet, lavorando a distanza? E più in generale: riesci a trovare dei contatti di lavoro tramite internet?

Si, certo, Internet è ormai uno strumento indispensabile per il lavoro a distanza, ma è necessario usarlo con consapevolezza e saper selezionare le fonti. Mi è successo anche di trovare contatti di lavoro tramite Internet, ma in Italia non è ancora così semplice e scontato il telelavoro. Su questo aspetto c’è ancora molto lavoro da fare, bisogna sensibilizzare la gente ad avere una mentalità più aperta e a fidarsi di un fornitore anche a distanza, come succede in tutto il resto d'Europa.

Come ti immagini il futuro del tuo lavoro? Quali abilità dovranno acquisire secondo te le graphic designer del futuro?

Il futuro del mio lavoro lo immagino sempre di più a distanza, tramite Internet, usando il web e curando i social per creare contatti, essere sempre aggiornata e avere una visione più globale.
Le graphic designer del futuro dovranno avere una mente sempre più elastica, essere sempre più digitali e connesse, senza perdere di vista la fase di progettazione che si fa con la testa e non con il computer e senza sottovalutare la carta che spero non si perda mai!

Per te è stato semplice arrivare a questo punto? Quali difficoltà hai dovuto superare? Raccontaci la tua storia.

Per me è stato molto difficile arrivare qui, ho dovuto stravolgere completamente il mio modo di lavorare e le mie certezze. La mia storia, purtroppo, è molto simile a quella di tantissime donne mie coetanee: ho perso il lavoro sicuro e il contratto a tempo indeterminato dopo la maternità, 6 anni fa.
La difficoltà più grande e fastidiosa è quella di essere considerata un problema per l'età e per la condizione familiare, e non una fonte di ricchezza e di esperienza.
Ai colloqui mi è stato detto che non avrei dovuto fare un secondo figlio, mi è stato chiesto se avevo i nonni a disposizione per poter fare tardi la sera e dare disponibilità illimitata in ufficio e quanto ero disposta a sacrificare della mia vita familiare per il lavoro.
Ciò nonostante, grazie al mio curriculum e alla mia esperienza non ho avuto grandi difficoltà a trovare occupazione, purtroppo, però, a condizione di svalutarmi molto e con retribuzioni inadeguate.
Tutto questo è vergognoso. Questa visione italiana di giudicare una persona per quanto si ferma in ufficio e non per i risultati che ottiene e di escludere dal mondo del lavoro le mamme è da cambiare radicalmente. Per questo credo molto in NetworkMamas e nelle potenzialità del telelavoro.

Vista la tua esperienza di libera professionista e di mamma, qual è il consiglio che ti senti di dare a chi sta attraversando le difficoltà che tu hai attraversato tempo fa?

Sicuramente il mio consiglio è quello di non arrendersi, di cambiare punto di vista, di vedere i problemi sotto angolazioni diverse e di pensare che tutto si può superare e modificare. Però anche di non accettare qualsiasi condizione e di farsi valere, creando servizi e prodotti nuovi, puntando su qualcosa di forte e personale e facendo network per non isolarsi.

Chiudiamo con un pensiero su NetworkMamas: per te è stato utile? Quale è stato il vantaggio più grande che ne hai tratto?
Per me Networkmamas è stato utile per creare contatti, confrontarsi con altre libere professioniste e avere la possibilità di creare dei team di lavoro per offrire servizi più completi.

Ringraziamo Marcella e invitiamo te a farle visita sul suo profilo. Magari contattandola scopri che potreste lavorare insieme! :)