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Business e startup

Da mamma a Mamas: Elisa Antolini

Autrice

NetworkMamas .
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Pubblicato

18 ottobre 2017

Tempo di lettura

4 Min



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Intervistiamo oggi una commercialista, Elisa Antolini, che ha scelto di mettersi in proprio per lavorare a stretto contatto con piccole realtà, preferibilmente al femmimile.
Ciao Elisa, ci racconti brevemente di cosa ti occupi?
Sono commercialista, e lavoro prevalentemente sul web. Seguo ogni tipo di attività, ma amo particolarmente i freelance (magari al femminile) e le attività manuali e creative. Seguo tutti gli adempimenti che vanno dalla scelta del regime, all'apertura dell'attività, contabilità, bilanci, dichiarazioni eccetera… Il nostro lavoro è di una varietà impressionante, per questo mi ha conquistata, ogni giorno ci sono nuove richieste e nuove sfide da affrontare. Seguo anche i rapporti con gli uffici dell'Agenzia delle Entrate, l'Inps e la Camera di Commercio. Cerco di offrire al cliente un pacchetto di servizi più completo possibile, anche facendomi affiancare da altri professionisti per pratiche affini alle loro competenze, come quelle del lavoro o legali.

A cosa hai lavorato in questo periodo? Ci fai un esempio di un tuo lavoro recente? Quali risultati ha ottenuto il tuo cliente grazie al tuo aiuto?Il mio lavoro ha sempre due profili. Ogni mese è caratterizzato dalle sue (pressanti) scadenze, alle quali affianco della consulenza extra per chi vuole avviare un'attività, farla evolvere in altre forme, capire come sta andando. In questo mese per esempio ho inviato tanti Spesometri, terminato gli invii dei Modelli Unico, aiutato due giovani professioniste ad avviare la loro attività e in questi giorni sto valutando con un'associazione no-profit se diventare cooperativa sociale o meno.

Per gestire questo lavoro hai usato in qualche modo internet, lavorando a distanza? E più in generale: riesci a trovare dei contatti di lavoro tramite internet?
Sì, molto. La professione di commercialista, come la maggior parte delle professioni ordinistiche, si è affacciata timidamente al web. Da sempre sono contati molto la vicinanza logistica del cliente al consulente e il passaparola. Ma ora, che la distanza è sempre più relativa, il passaparola si è spostato in rete, e tramite feedback e recensioni le persone riescono a dare fiducia anche al professionista lontano, cercando magari un prezzo migliore e servizi nuovi. Gli strumenti informatici permettono di lavorare a distanza. Solitamente faccio tutto online, con un'unica spedizione annuale dei documenti originali e delle dichiarazioni da firmare in cartaceo. E se ci si vuole vedere in viso, basta una videochat!

Come ti immagini il futuro del tuo lavoro? Quali abilità dovranno acquisire secondo te le commercialiste del futuro?
Spero che gli strumenti tecnologici permetteranno di spostare il focus del lavoro dal ritmo incalzante delle scadenze (attraverso automatismi, rapidità di registrazione dei dati) alla parte più bella della professione, quella della consulenza vera e propria. Io e le mie colleghe dovremo avere, oltre alle competenze tecniche, un orientamento globale, sia per quanto riguarda l’attenzione al web che per la necessità di fornire servizi sempre più ricchi, complessi e fatti di relazioni con altri professionisti, con i quali è necessario lavorare in rete (es. avvocati, consulenti del lavoro, notai). Molto potrebbe fare anche l’evoluzione degli strumenti proposti dagli uffici (Inps, Agenzia delle Entrate, Registro Imprese), ad oggi ancora molto arretrati.

Per te è stato semplice arrivare a questo punto? Quali difficoltà hai dovuto superare? Raccontaci la tua storia.
No, non è stato semplice. La mia professione in generale non è semplice, e il maschilismo nel settore è ancora forte. La difficoltà maggiore è prima di tutto quella di essere sempre aggiornati: gli stravolgimenti delle norme sono all'ordine del giorno. È anche complicato trovare un equilibrio con la vita privata, perché il lavoro è così tanto, variegato e interessante che rischia di “mangiarti”. In questo senso, solo da quando è arrivato il mio bimbo ho imparato davvero a mettere dei paletti e anche ad ottimizzare i miei tempi (su questo ho ancora molto da imparare). Non ultimo, bisogna essere bravi a gestire i colleghi e i competitors… ci sono coltelli voltanti da schivare stando anche attenti a non farsi calpestare i piedi.
Ho iniziato la mia professione nella revisione di bilancio di grandi gruppi industriali per una multinazionale americana, ma poi ho sentito il desiderio di saper fare le “piccole cose” e mi sono avvicinata agli studi professionali nazionali, pur sempre in ambienti molto competitivi e nei quali la sfida con i colleghi era a far tardi la sera in ufficio. Quando è arrivato il mio bimbo ho dovuto dare un taglio diverso alla mia attività, che amo tantissimo, e mi sono decisa finalmente a mettermi in proprio. Senza di lui non lo avrei mai fatto, ed ora sono davvero realizzata!

Vista la tua esperienza di libera professionista e di mamma, qual è il consiglio che ti senti di dare a chi sta attraversando le difficoltà che tu hai attraversato tempo fa?
Mi ha aiutato molto concentrare l’attenzione sui miei desideri e sulle mie esigenze, fare il punto sulle mie capacità e misurarmi solo con le mie paure, senza ascoltare i timori di chi mi circondava e che, magari per affetto, mi avrebbe spinta a percorrere una strada più facile, più tranquilla, perché no, da lavoratore dipendente.
Seguo sempre il mio istinto, e questo mi ha portato a realizzare i miei progetti più belli, ed invito le mie clienti, o potenziali tali, ad ascoltare se stesse. Senti forte l'esigenza dentro di te di metterti in proprio? Vuol dire che è la cosa giusta da fare.

Chiudiamo con un pensiero su NetworkMamas: per te è stato utile? Quale è stato il vantaggio più grande che ne hai tratto?
Sì, mi iscrissi per caso appena ebbi il mio bimbo, due anni fa. Nel tempo ho creato una rete di collaborazioni che durano tuttora, ho trovato nuove clienti, venduto molti servizi e soprattutto imparato che le Reti e i Network funzionano anche in un settore come il mio, storicamente invece molto poco propenso ai nuovi strumenti di comunicazione.

Grazie Elisa, il tuo lavoro fa sempre un po' paura ai freelance ma siamo sicuri che la tua professionalità e disponibilità metteranno a proprio agio anche i più spaventati!