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Business e startup

Da mamma a Mamas: Deborah Croci

Autrice

NetworkMamas .
Il sito collettivo delle mamme freelance

Pubblicato

06 aprile 2017

Tempo di lettura

10 Min



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Si avvicinano le vacanze e sei indecisa su come organizzarle? Abbiamo intervistato per te una delle nostre Mamas, Deborah Croci, che lavora proprio per rendere indimenticabili e a prova di famiglia, i momenti di viaggio. Ci ha raccontarci il suo passaggio da mamma a Mamas e di come si è preparata per il suo ingresso nel mondo delle mamme freelance.

Ciao Deborah, ci racconti brevemente di cosa ti occupi?

Io sono una Travel Designer e mi occupo di progettazione di itinerari ed esperienze di viaggio su misura per le famiglie. In pratica parto dalla richiesta di ciascuna famiglia e costruisco passo passo la vacanza seguendo le aspettative, i desideri e le necessità di ogni viaggiatore, con particolare occhio di riguardo nei confronti dei più piccoli. Lavoro prevalentemente online, e le esperienze di viaggio che solitamente le mie famiglie viaggiatrici mi chiedono (e che io amo progettare) sono verso destinazioni insolite e poco battute dalle masse turistiche, viaggi consapevoli, sostenibili, slow e autentici, per i grandi che desiderano approfondire e vivere la cultura e le tradizioni, ma anche le tipicità di un luogo, e per i piccoli che vengono coinvolti in prima persona nelle attività di visita e nelle scelte selezionate per completare la vacanza trasformandola in un’esperienza da condividere tutti insieme, senza stress aggiunto.

A cosa hai lavorato in questo periodo? Ci fai un esempio di un tuo lavoro recente? Quali risultati ha ottenuto il tuo cliente grazie al tuo aiuto?

In questo periodo sto seguendo 2 progetti che mi stanno coinvolgendo e appassionando particolarmente. Il primo riguarda i Safari Urbani, un’attività che io stessa ho ideato e che mi sta dando moltissime soddisfazioni e mi sta permettendo di conoscere tanti professionisti che collaborano con me alla realizzazione di questi eventi e tante famiglie desiderose di scoprire alcune tra le più belle città italiane guardandole da una prospettiva nuova, attraverso gli occhi dei loro bambini. I Safari Urbani infatti non sono altro che una passeggiata guidata a passo lento, intervallata da diverse tappe utili a riposare e a raccontare i luoghi, i personaggi e le storie che hanno reso famosa quella determinata città, con un linguaggio e delle attività coinvolgenti per i piccoli ma che entusiasmano anche mamme, papà, zii e nonni che li accompagnano. L’attività inoltre include una pausa merenda (perché ad esplorare poi viene anche parecchia fame!) e a seguire un laboratorio creativo a tema durante il quale i bambini si divertono a colorare e a giocare con la fantasia rielaborando ciò che hanno visto attraverso gli spunti forniti dalle schede illustrate ad hoc dalla mia fidata e meravigliosa illustratrice Sabrina Ferrero, in arte Burabacio. Attualmente questi eventi si svolgono a Torino, Milano, Firenze e a breve (ma non ditelo ancor troppo in giro!), Genova e Venezia.

L’altro progetto che invece mi sta appassionando moltissimo è la progettazione di un itinerario di viaggio family friendly di cui non posso svelare moltissimo perché sono appena agli inizi. La cosa che più mi entusiasma di questa famiglia è che le destinazioni tra le quali stanno scegliendo sono così alternative (una in particolare, l’Oman, ve lo spoilero così!) per una vacanza lunga con i bambini, che la vivo come una sfida di quelle avventurose per me professionalmente e per loro che – invidia estrema! – vivranno questa meravigliosa esperienza di viaggio davvero molto insolita. E se volete che ve la dica proprio tutta, io spero vivamente che scelgano proprio l’Oman come meta perché sarebbe una bella novità, un sogno per qualunque amante dei viaggi, progettare un itinerario di viaggio in questo paese da mille e una notte. Dita incrociate, a giorni avrò il responso!

Per gestire questo lavoro hai usato in qualche modo internet, lavorando a distanza? E più in generale: riesci a trovare dei contatti di lavoro tramite internet?

Io lavoro per il 99% online. Internet è la mia principale fonte di lavoro, la “casa” della mia attività professionale. Da mamma e libera professionista, per conciliare le esigenze familiari e quelle lavorative, ho scelto poco più di due anni fa, di mettermi in proprio e di passare dal lavoro dipendente sempre nel settore turistico, a quello autonomo. Mi sono buttata dopo la nascita di mio figlio in questo mondo meraviglioso e pauroso nello stesso tempo e mi sono detta “ora o mai più”.  Ho il mio studio (che è più un angolo scrivania piccolo e intimo ma mi piace un sacco!) a casa, pc e mappe + guide + tutto il materiale di settore (cartaceo) utile alla progettazione degli itinerari di viaggio che realizzo e con un click accedo a Skype e mi connetto con famiglie letteralmente sparse in tutto il mondo. Sono per la maggior parte italiane ma vivono in ogni dove e mi trovano grazie a un sito ben fatto (grazie a Michela Bellomo & Sibilla Garulli, angeli custodi), ai miei social Facebook, Instagram e Twitter in primis che curo quotidianamente come un giardino, cercando di perfezionarmi sempre più, studiando e approfondendo, per crescere e aggiustare il tiro di volta in volta e... da quasi un anno ho aperto partita iva e devo dire che le richieste sono sempre in crescita e i risultati piano piano inizio a vederli, cosa non semplice per una professione semi sconosciuta come la mia, in Italia. Dunque, Internet mi ha salvata!

Come ti immagini il futuro del tuo lavoro? Quali abilità dovranno acquisire secondo te le travel designer del futuro?

Spero davvero di essere la pioniera di un modo di lavorare che sia più a misura di persona piuttosto che orientato alla vendita di un prodotto/servizio. Perché ritengo che chiunque sceglierà di svolgere la mia particolare professione debba in qualche modo mettersi esclusivamente al servizio del viaggiatore (o, nel mio caso, della singola famiglia viaggiatrice) facendo il suo interesse sempre e comunque. In generale vorrei che chi vende viaggi lo facesse mettendo di fronte il lato umano più che quello lavorativo. Ciò ovviamente non significa che con il proprio mestiere un professionista non debba guadagnare poi il giusto compenso ma credo fermamente che ci siano tre principali parole chiave – se così vogliamo definirle – che spesso vedo mettere in secondo piano se non in terzo da chi lavora nel settore turistico, e che invece sono le principali caratteristiche sulle quali io personalmente baso la filosofia della mia professione (e professionalità): empatia, umiltà, rispetto.
L'empatia è quella che mi permette di entrare in contatto con le mie famiglie viaggiatrici fin dalla prima consulenza. Una chiacchierata che si trasforma in racconto di viaggio, aspettative, ansie e timori, ma anche desideri, sogni e storie di vita, di mamme, papà ma anche gioie e dolori e percorsi profondi o meno che hanno portato proprio loro da me perché possa aiutarli a progettare quel determinato viaggio. Ho la fortuna di svolgere una professione che mi ha regalato la felicità di conoscere famiglie stupende, genitori meravigliosi e bambini fantastici, rapporti che sono continuati nel tempo anche dopo il rientro dal viaggio, perché come dico io, fare la travel designer è un dono: avere l’onore di svolgere un compito così importante come l’organizzazione di un viaggio é una cosa che va meritata. Si entra nella casa di una famiglia che ti sta affidando qualcosa di molto prezioso. Bisogna farlo con umiltà. Non si tratta di vendere, si tratta di costruire, di impegnarsi, di capire, di approfondire, di entrare nella casa e nell’anima di chi ti sta di fronte per poter realizzare esattamente ciò che vuole quella famiglia e non ciò che vuoi tu, per loro o per guadagnare di più. Questo per me significa rispetto. Rispetto dei desideri del cliente anche quando e se sono in contrasto con ciò che farei io da viaggiatrice, ma anche rispetto nei confronti di me stessa come professionista e dei miei valori che non devo tradire per – un esempio su tutti – avviare una collaborazione con una realtà/azienda/professionista/fornitore e consigliarla ai miei viaggiatori solo perché so che vendendo un loro servizio avrò un guadagno maggiore. Io sono di quelle fedeli a sé stessa sempre, nella vita e nel lavoro. E questo spesso porta una professionista a crescere più lentamente, a guadagnare un po' meno, ma a crearsi la nicchia giusta di collaboratori e di persone che la scelgono per progettare i propri viaggi. Una nicchia giusta, pochi ma buoni!

Per te è stato semplice arrivare a questo punto? Quali difficoltà hai dovuto superare? Raccontaci la tua storia.

Arrivare. Ecco, io credo di essere solo all’inizio. Sento di avere ancora moltissimo da imparare e tantissimo da fare per crescere personalmente e professionalmente. Se penso a quando ero incinta, sul mio letto, con la nausea e le paturnie di una donna che ha appena mollato il lavoro sicuro, alle prese con una gravidanza un pochino difficile, lì ad arrovellarsi il cervello giorno e notte per capire cosa ne sarebbe stato di lei, mi viene la pelle d'oca. L’inizio di questo percorso è stato lungo e travagliato almeno tanto quanto lo sono stati la mia gravidanza e il mio parto. Il punto è che non volevo buttare al vento 10 anni di esperienza professionale in ambito turistico e non volevo, NO, NO e ancora NO – essere considerata solo MAMMA, la mamma di Matteo. Amo mio figlio, l’ho adorato dalla prima ecografia, ma semplicemente volevo e voglio continuare ad essere libera di coltivare la me stessa non solo mamma, la me stessa donna, la me stessa professionista. E vista la mia condizione familiare particolare – era per me necessario costruire una professione che si adattasse alla mia situazione e non il contrario. Una professione che non tradisse ciò che ero stata fino a quel momento e che rendesse giustizia a tutto il mazzo (scusate il termine) che con gli anni mi ero fatta. Ed ecco che intanto che mio figlio nasceva, nasceva anche la mia idea di lavoro tutta fondata sulla mia esperienza, sulla mia passione, su me stessa, su ciò che ho sempre amato fare: viaggiare e mettermi al servizio delle persone per farle stare bene in viaggio.
Dall’idea alla pratica ci è voluto un bel po', perché io di lavoro autonomo, di freelance, di come si aprisse e gestisse una partita iva, di cosa volesse dire marketing e farlo sul web, di questo e di tantissimo altro ancora non sapevo assolutamente nulla. La prima difficoltà che ho dovuto superare quindi è stata la paura, il terrore di fare un salto nel vuoto e di farmi male, molto male, di non farcela. Ma io sono una che non molla e allora dopo aver preso le giuste informazioni da tante fantastiche professioniste – mamme come me – mi sono lanciata ed è iniziato il mio viaggio in questo mondo che, nonostante le difficoltà quotidiane, non rimpiango affatto anzi! Credo sia la scelta più felice della mia vita professionale.

Vista la tua esperienza di libera professionista e di mamma, qual è il consiglio che ti senti di dare a chi sta attraversando le difficoltà che tu hai attraversato tempo fa?

Studiate, buttatevi, festeggiatevi!

Studiate (e non smettete di farlo anche quando capiterà di sentirvi pienamente realizzate o “arrivate”) perché continuare ad imparare per perfezionarsi sempre più nel proprio campo  professionale credo sia (dopo quello speso in viaggio) il tempo meglio speso in assoluto. Chi si sente arrivato, smette di crescere e smettere di crescere significa fermarsi, anche agli occhi di chi avrebbe voluto acquistare un tuo prodotto o servizio e poi ci ha ripensato. Se voi per prime non investite in voi stesse e nella vostra crescita personale e professionale, perché dovrebbe farlo un cliente, con ciò che vendete?

Buttatevi perché va bene informarsi, va bene analizzare la situazione, va bene farsi venire dubbi, ansie e paure ma ad un certo punto il coraggio per fare il salto dovete trovarlo dentro di voi. Non ci sarà nessuna analisi, nessuna tabella, nessun grafico a promettervi che il vostro sarà un successo garantito senza ombra di dubbio. Tutto quello che dovete fare è muovere il primo passo, provarci e darci dentro. Perché la verità è che noi siamo le artefici del nostro destino e quindi via, senza rimpianti, male che vada potrai sempre portarti a casa il coraggio di averci provato e di non aver rinunciato al primo ostacolo lungo il cammino.

Festeggiatevi. Perché noi donne spesso ci prendiamo troppo sul serio, siamo ipercritiche con noi stesse, non ci perdoniamo nulla, se sbagliamo qualcosa parte l’auto flagellazione, se ci guardiamo allo specchio inizia l’elenco dei difetti veri o presunti, se facciamo qualcosa davvero bene gioiamo dentro, sommesse, senza alzare troppo la voce che non si sa mai che possiamo disturbare qualcuno che si merita più di noi di festeggiare. Ecco. Festeggiamoci, impariamo a dedicarci più a noi, a premiarci, a prenderci il nostro spazio e il nostro tempo per fare rendere giustizia ai nostri successi.  

Chiudiamo con un pensiero su NetworkMamas: per te è stato utile? Quale è stato il vantaggio più grande che ne hai tratto?

Networkmamas è la fonte principale da cui ho attinto per iniziare a costruire mattoncino dopo mattoncino il mio business. Agli inizi vagavo disperata nei meandri del WWW alla ricerca di qualche anima pia che mi lanciasse un salvagente e mi dicesse:“Tranquilla, adesso dammi la mano che ti aiuto io a fare quello che devi fare per andare dove vuoi andare”.
Ho trovato Networkmamas, mi sono iscritta prima da semplice utente, ho iniziato a ricercare le Mamas professioniste che potessero essermi utili per chiarirmi le idee ed aiutarmi ad avviare la mia professione passo-passo e BUM! Ho iniziato con l'illuminante Claudia Silivestro che mi ha aiutato a focalizzarmi sul cosa fosse davvero utile per far conoscere la mia attività professionale, ho poi contattato la bravissima Michela Bellomo che mi ha aiutato a costruire tutta la mia identità online e la mia immagine coordinata, dal logo, al sito, alle immagini dei miei social per arrivare poi ai miei biglietti da visita e alla carta intestata e, con il coinvolgimento di Sibilla Garulli – super! – ho iniziato a fare amicizia con la SEO che per me prima poteva anche essere un piatto della cucina cinese e invece ora qualcosina – ina ina proprio eh! – la so e male che vada contatto Sibilla e lei prontamente risponde alla richiesta di soccorso. Ad ultimo è arrivata Carlotta Cabiati, che mi ha assistito nell’apertura della partita iva e ancora oggi è la mia commercialista, povera lei, Santa donna!
Dopo questo lungo percorso ho aperto il mio profilo da Mamas professionista ed è sempre qui che ho venduto la mia primissima consulenza pagata, la progettazione di un meraviglioso viaggio family a New York (p.s.: Grazie Simona!)
Grazie a Networkmamas quindi non solo è nata la mia professione DAVVERO, ma ho avuto modo di allacciare rapporti e collaborazioni professionali che ad oggi continuano, di acquisire competenze e vendere i miei servizi facendomi conoscere al mondo come mamma professionista, quale sono e mi sento di essere oggi.

Ringraziamo Deborah che è una delle Mamas che ha fatto un vero percorso completo su NetworkMamas: ha iniziato come cliente ed è cresciuta grazie al talento delle Mamas che ha incontrato sulla propria strada. Affida il tuo prossimo viaggio alla sua esperienza: sarà una vacanza impareggiabile per grandi e piccini.