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Cosa ti dice il cuore? Perché educare i nostri figli all'intuizione

Autrice

Elisa Palma Hancock
Life Coach, Registri Akashici, Insegnante spirituale

Pubblicato

04 gennaio 2017

Tempo di lettura

3 Min



"Perché i bambini non devono parlare con le persone che non conoscono?"

Dal bagno, sento mia figlia fare questa domanda a mio marito. Mentre cerca una risposta a questa non proprio semplice domanda, mi viene mi mente questa cosa, successa il giorno prima.

Il palazzo dove viviamo è uno di quelli piuttosto comuni, con i muri sottili. Se qualcuno sta facendo qualcosa al piano di sotto, spesso lo si sente come se lo stesse facendo a casa tua. Stavo lavando i piatti - a mano, tanto per praticare un po' di mindfulness ;) - quando la mia bimba, dal salotto, mi annuncia che va ad aprire la porta perché qualcuno ha bussato.

Resto perplessa, perché non aspettavo nessuno. Tendo l'orecchio e sento sbattere, più che bussare. Un rumore tipo come quando pianti un chiodo. In un nano-secondo sono davanti alla porta per spiegarle perché non c'è bisogno che la apra. E senza pensarci troppo, aggiungo che sarebbe meglio aspettare mamma o papà prima di aprire la porta a qualcuno che non si conosce.

"Perché?"

"Beh, perché...non si sa mai. A volte potrebbe essere qualcuno che non ha buone intenzioni, anche se potrebbe sembrare il contrario."

Amalia mi guarda in silenzio per un momento, poi chiede: "Devo avere paura?"

Ora la guardo io in silenzio per un attimo. Questo è uno di quei momenti in cui sai che quello che rispondi potrebbe fare la differenza.

"No, amore. Non sto dicendo che devi avere paura. E' importante che presti attenzione, però."

La conversazione che intanto si svolge in tempo reale tra padre e figlia richiama la mia attenzione. Vengo ovviamente interpellata sulla questione. Così ne approfitto per rinforzare l'idea del "prestare attenzione" (all'intuizione).

Prima di tutto, per amor di chiarezza: non desidero certo che mia figlia cresca con la paura del mondo. Essere troppo ingenue, però, non è una buona alternativa.

Forse non sono l'unica mamma che si preoccupa all'idea di non poter sempre essere lì a proteggerla. Arriverà quel momento in cui dovrà capire da sola come gestire qualche situazione "difficile".

Su cosa potrà fare affidamento?

Da intuitiva, credo sia davvero importante imparare a riconoscere la differenza tra l'avere paura e prestare attenzione.

Ricordo tanti momenti in cui ho ascoltato e seguito il mio intuito riguardo una certa situazione o persona, ed essermi felicitata di averlo fatto.

La bella notizia?

Siamo tutti dotati di intuizione.

Il motivo per cui alcuni sembrano essere più naturalmente connessi di altri, è solo perché hanno prestato attenzione, o ascoltato questa voce, più a lungo e più frequentemente.

E nulla vieta anche a te di ottenere gli stessi risultati, se lo desideri.

Per iniziare, basta ripensare alle molte volte in cui hai ricevuto o ricevi un'intuizione a guidarti, anche quando non l'avevi particolarmente richiesta.

Penso alle storie di quando decidere di non seguire il gruppo di amici perché non ci andava, ci ha evitato qualcosa di spiacevole. Oppure quando finalmente fai quella cosa a cui pensavi da tempo e questo apre tutta una serie di "coincidenze" che aprono a loro volta nuovi, interessanti orizzonti.

Il modo in cui l'intuizione manda i suoi messaggi è più o meno sempre lo stesso. Viene un'idea/impressione/immagine/sensazione e senza discuterci tanto sopra, decidi di seguirla. Anche se a volte, purtroppo, la ignoriamo.

E la paura allora?

Continua la lettura nel prossimo articolo!