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Marketing e comunicazione

Come si scrive un comunicato stampa? (o come dicevano i Police: message in a bottle...)

Autrice

Ilaria Gandolfi
Giornalista, consulente per la comunicazione e social media strategist

Pubblicato

29 settembre 2015

Tempo di lettura

2 Min



È tutto pronto: hai lavorato al tuo evento da mesi, messo a punto ogni aspetto, curato l’organizzazione nei dettagli. Ora manca solo il pubblico! Il primo passo per conquistare uno spazio di visibilità sui media della tua città si chiama comunicato stampa. Chi era costui?
Il comunicato non è né un articolo di giornale, né una pubblicità, né una relazione: è un testo di servizio pensato “su misura” di chi lavora nelle redazioni di giornali, emittenti tv, siti web.

Immagina la classica pergamena nella bottiglia affidata dal naufrago ai flutti delle onde: poche righe per catturare l’attenzione di un possibile soccorritore, spiegare chi sei, dargli una valida ragione per venirti a prendere e le coordinate per farti trovare. Un’occasione preziosa, no?

Per evitare il terribile destino del cestino (!) il tuo comunicato dovrà essere:

  1. Completo > Deve contenere le famose “5 W” del giornalismo anglosassone (Who, What, Where, When, Why) e comunicarle immediatamente. In altre parole, vieni al sodo: raccogli nelle prime 2/3 righe del testo il “cuore” di ciò che vuoi dire!
  2. Chiaro > Bando ai giri di parole, alle subordinate multiple, alle descrizioni-in-triplo-carpiato: content is the king, il contenuto è il re. E se è un buon re non ha bisogno di pizzi e merletti: bastano frasi semplici, concise, leggere…
  3. Sintetico  > La regola d’oro è questa: i giornalisti hanno sempre fretta. Chiedere a un redattore a di “infilare” un papiro di quattro fogli A4 in 10 righe di impaginato significa quasi sicuramente essere mandati a Quel Paese. Sì, proprio quello!
  4. Corretto > Prima di inviare leggi, rileggi e rileggi ancora. Poi prenditi un caffé e rileggi di nuovo. Gli errori e i refusi hanno questa pessima abitudine: più sono grandi, meno si vedono. E sono un pessimo biglietto da visita.

Ancora due cose:

  • Ti ho detto che i comunicati sono testi di servizio, e non articoli di giornale. Non dovrebbero rincorrere, quindi, l’obiettivo di “farsi leggere”: cioè essere avvincenti, piacevoli, accattivanti. Il compito di coccolare il lettore è di chi siede in redazione. Però  …la regola d’oro è sempre quella al punto 3: i giornalisti hanno sempre fretta. Quindi se un comunicato è “scritto bene” (cioè ha uno stile giornalistico) non guasta, anzi: alta probabilità di copia e incolla!
  • A ogni medium il suo comunicato: se parliamo di uno strumento pensato “su misura” dei giornalisti che dovranno utilizzarlo, va da sé che non potrai mandare lo stesso testo a un mensile specializzato, a un quotidiano on line e alla redazione di una TV.

Il che ci porta al prossimo passo: come utilizzarlo, a chi mandarlo, quando, come?

Tutte domande che meritano un nuovo post…

Intanto, se hai dubbi / curiosità /bisogno di aiuto per scrivere la tua pergamena nella bottiglia puoi contattarmi quando vuoi!