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Agevolazioni fiscali: alcune riflessioni su tipo di lavori e iter burocratico

Autrice

cinzia franchina
Home Stager

Pubblicato

11 dicembre 2014

Tempo di lettura

2 Min


Quando si parla di detrazione fiscale autorizzata, tra gli addetti ai lavori le voci sono spesso numerose e contrastanti. C'è chi sostiene che per ottenerla basta compilare correttamente i pagamenti tramite bonifico, chi sostiene che se rifai il bagno o la cucina di sicuro puoi rientrare nelle spese e poi c'è chi afferma che per essere in regola, devi per forza affidarti ad un tecnico per la colpilazione di una DIA o SCIA.
Vorrei a questo proposito condividere con voi alcune precisazioni in merito, a lungo meditate perchè poi va sottolineato altresì che OGNI COMUNE FA A SE!
L'agenzia delle Entrate ha stabilito che per ottenere la detrazione del 50% i lavori devono rifarsi a:
1.Manutenzione Ordinaria solo se fatta su parti comuni di edifici condominiali e pochi altri casi
2.Manutenzione straordinaria,
3.Restauro e risanamento conservativo,
4.Ristrutturazione edilizia,
5.Nuova Costruzione,
6.Ristrutturazione Urbanistica.

La perplessità in genere ricade sulla distinzione tra punto 1-2 e 4 perchè ci sono alcuni lavori che per la loro invasività e spesso per il costo non proprio esiguo, noi siamo portati ad identificare come lavori di ristrutturazione edilizia o "straordinari" mentre così non è a livello strettamente burocratico.
Perchè la burocrazia in Italia purtroppo è contraddittoria e quando ci si mette anche l'Agenzia delle Entrate a dare definizioni di lavori edili differenti da quelle date dal Testo Unico dell'Edilizia...il caos è assicurato. 

Va chiarito quindi che per la regolarità della richiesta in detrazione, ci devono essere i permessi edilizi per eseguire i lavori (Permesso di Costruire, DIA, SCIA o CIL/CILA) e i lavori devono rientrare perfettamente nelle 5 categorie sopra elencate.
Attenzione: può succedere che la pratica consegnata in comune autorizzi l’intervento edilizio ma per una tipologia di lavori non compresa tra quelle detraibili (in tal caso si è a posto con gli obblighi di tipo urbanistico-edilizio, ma non si ha diritto ad usufruire delle detrazioni fiscali sui pagamenti ad essi riferiti). E' importante quindi chiarire al tecnico del comune le vostre intenzioni per sapere se effettivamente i lavori rientrano tra quelli agevolabili.

 
Ci sono comunque lavori per i quali non è previsto alcun titolo abilitativo cioè lavori per cui l’esecutore non è tenuto ad informare lo sportello dell’edilizia del comune di riferimento per ottenere una qualsivoglia autorizzazione. Questi lavori fanno parte di una categoria di lavori cosiddetti lavori di attività edilizia libera.
E qui bisogna fare una precisazione in merito alla possibilità dichiarata a pg 13 della Guida, di poter ricorrere,  qualora i lavori eseguiti non prevedano alcun titolo abilitativo, ad una autocertificazione detta Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.
Non si tratta, come mi è parso di leggere su qualche pagina web, di sanare ad es. il contradditorio sul rifacimento di bagno e cucina prendendo “come dire” personalmente posizione in merito e autodenunciando che si tratta di lavori in manutenzione straordinaria a dispetto della modulistica comunale. Si tratta piuttosto di lavori che non prevedono in alcuni casi comunicazione obbligatoria o autorizzazione da parte del comune, ma che ugualmente sono indicati nella guida come lavori detraibili. Leggendo l’elenco a pg. 7-8 della Guida possono far riferimento alle voci:
F). Gli interventi per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi. La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti
G). Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere sugli immobili (quindi non l’acquisto di apparecchiature) volte a evitare gli infortuni domestici come per esempio,
-la sostituzione del tubo del gas
-la riparazione di una presa mal funzionante
-l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti
-il montaggio di vetri anti-infortunio
-l’installazione del corrimano
H). Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, ad es:
-apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
-installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
-vetri antisfondamento
-casseforti a muro
-fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
-apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

Non ci sono a mio avviso altri lavori per cui si possa ricorrere ad una semplice autocertificazione, rientrando tra le agevolazioni fiscali opere per le quali è richiesta necessariamente una CILA, una SCIA o una DIA.