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Marketing e comunicazione

5 strategie per comunicare con i bambini

Autrice

Claudia Silivestro
Giornalista, addetta stampa

Pubblicato

28 luglio 2015

Tempo di lettura

1 Min



Il master più difficile in comunicazione è mio figlio. Nei suoi tre anni di vita ho imparato, come mai prima, come gestire le relazioni, con i bambini e con i grandi ( clienti, colleghi, superiori, mariti…).


  1. Evitare le espressioni negative. Avete detto “non rovesciare l’acqua dal bicchiere”,  e l’acqua è stata rovesciata? Meglio volgere la frase in positivo: “prova a tenere diritto il bicchiere”, e in ufficio: “ho pensato a una versione più avanzata del progetto”. 
  2. “Io sono più bravo”.  Per gli psicologi, è un bisogno di conferma. Le mamme istintivamente rispondono “Sì, amore, sei più bravo”. Un consiglio: se possibile, fate lo stesso, in particolare con gli adulti di sesso maschile.
  3. Qui e ora. Per i bambini, la nozione del tempo è tutta da scoprire. I programmi a lungo termine sono concetti astratti per loro: genitori ed educatori lo tengono presente. Per noi adulti è diverso, ma, quando si tratta di questioni spiacevoli, quanto vorremmo dimenticare di dover fare progetti…
  4. Scandire. I bambini spesso sono “aiutati” da esperienze concrete (dopo la nanna, prima del bagno). Con il cliente, evitiamo termini vaghi come “al più presto”, specifichiamo una scadenza ragionevole e infine, rispettiamola.
  5. Ridere. Mary Poppins aveva ragione: “con un poco di zucchero la pillola va giù”. Gli adulti dovrebbero avere, in realtà  il senso del dovere ma qualcosa mi dice che, in un contesto di lavoro impegnativo, un pizzico di brio aiuta.